|
mercoledì, maggio 05, 2004
Una torta semplice e veloce. E corredata dal sorriso dell'Autrice.

martedì, maggio 04, 2004
Non si vive di solo pane. Proprio in virtu' di questo detto, riprendo integralmente il post di un amico abbracciando senza esitazioni la sua battaglia.
Questo è quanto:
Chi è Hashem Aghajari ? Troppe cose, come ogni Uomo. Un iraniano. Un eroe di guerra. Un giornalista. Un professore di Storia. Un condannato a morte.
Il suo crimine? Aver gridato tre parole, che a noi paiono banale, quasi usurate. Libertà. Tolleranza. Democrazia.
Parole che i teocrati iraniani aborrono. E preferiscono spegnere la sua voce piuttosto che ascoltarla. Impiccandola.
Che ci importa della vita di un iraniano ? Molto, perchè vi sono battaglie, che pur senza speranza, devono essere combattute comunque. Perchè la vita di ogni uomo, fossere il peggiore, è sacra. Perchè se un Dio esiste, perdonerà le nostre colpe, ma non la nostra ignavia. O semplicemente perchè i valori in cui crediamo, si svuotano e si ingrigiscono, se non siamo capaci di lottare per essi.
Mandiamo mail di protesta all'ambasciata d'Iran in Italia. Scriviamo lettere. Mandiamo Fax. Telefonate.
Questi sono i riferimenti:
Email: embassiran_rome@hotmail.com
Telefoni:06/86328485-86-87
FAX: 06/86328492
Indirizzo: Via Nomentana, 361/363 - 00162 Roma (RM)
E questa la mail di Khatami
Khatami@president.ir
Non tiratevi indietro, grazie.
giovedì, aprile 29, 2004
Voglia di melanzane.
E mi salvo questa ricetta, di Ellemir di coquinaria, che poi assomiglia tanto a quelle che faccio io senza chiamarle cosi'. Dimenticavo, se passa quello schifato della pizza, sono piu' o meno quelle che si e' pappato in Corsica in campeggio... ;-))
Mulignane allo scarpariello

cercate di prendere quelle più grassocce perchè poi le dovete tagliare per la lunghezza a metà e scavarle, otterrete co una "scarpetta" che prima metterete sotto sale in modo che sgrondino della loro acqua amarognola e poi le friggerete leggermente poggiatele poi su un foglio di carta assorbente. mentre le melanzane stanno sotto il sale, la polpa la tagliate a dadini piccini che friggerete a parte, mettetele poi in una ciotola a cui avrete aggiunto dei pomodorini con un pò di sughetto della scatola, una dadolata di mozzarella ma preferibilmente provola perchè più secca e gustosa e un impasto di pane sbriciolato e preventivamente fritto in padella con olive nere di gaeta snocciolate, capperini, aglietto piccolissimo e prezzemolo tritato. mescolate tutto e poi mettete nella "scarpetta", aggiustate per benino in un ruoto unto d'olio, una spolverata di pangrattato sul ripieno, un filino d'olio se occorre e aggiustate sempre di sale prima e durante la preparazione. infornate fin che si scioglie la provola e si fa la crostina sopra e mangiatele tiepide in accompagnamento anche a del riso pilaf, facendo così anche piatto unico!
Ps per massimo: in corsica, ovviamente, erano al brocciu.
martedì, aprile 27, 2004
Visto che qualche bauscia capita anche qua... chi me la traduce?
Ricetta in prosa del risotto alla milanese tratto da «LA CUSINNA DE MILAN» di Giuseppe Fontana del 1938.
«Gina, Gina, stavolta chi el risott voeui cural mi. Prepara bella netta la padella, che sem in sett o vott. El broeud te ghe l’ee bon ? Sì ? De manzetta ? Famel on poo saggià. Bon, bon, va là, sent che odorin ? El fa resuscità.
El ris l’è del vialon rivaa su jer ? L’è mondaa ? Torna a dagh ona passada. Sù, sù, mett in padela el to butter e on tochell de scigola ben tridada. Mett a foeugh, fà tostà movend sul fond cont el cazzuu a fal de color biond.
Dent el ris. Ruga. Bagnel cont el vin bianch, magher (mezz biccer). Dent el zaffran. Ruga. Fagh sugà el vin. Sent che odorin ! Sugaa ? Giò el broeud da man a man. Boffa sott che’l dev buj a la più bella de sentil a sparà in de la padella.
Bagnel del tutt e rangiel giust de saa. Lassel coeus. Brava. Gratta giò el granon. Oi, oi sott, sotta foeugh chel s’è incantaa. Gina che risottin, che odor de bon ! Ten rugaa veh ! Adasi e dappertutt. Varda, l’è quasi all’onda, on cinq minutt.
Giò che l’è pront. L’è moll ? Fa nient, el ven. Dent el grana abbondant e on bell tocchell de butter peu mantecchel ben, ben, ben, menand sù svelt che’l ven e bon e bell. Quest chi sì l’è on risott che var la spesa, on risott propi faa a la milanesa !
Cott al punt, mantecaa a la perfezion, bell, mostos, el te fà resuscità anca on mort ch’è crepaa d’indigestion. Tirel giò e mett on tavola che in là con tant d’oeucc e sospiren guardand chi. Servel, che vegni subit anca mi».
mercoledì, aprile 21, 2004
Ancora pizza. Preparata con il lievito naturale e cotta su pietra in forno casalingo.

sabato, aprile 17, 2004
Scoperta di oggi, grazie ad una ricetta postata da mariber su cooker. Mi sa che la provo presto.

 |
LA FRANDURA FRANDURA questo piatto semplice e sostanzioso naque nel 1800, quando la coltivazione ed il consumo delle patate si diffuse nelle valli della Liguria. Nonostante i due secoli dall’importazione dall’America occorsi per superare le diffidenze verso il nuovo alimento, le patate conquistarono un ruolo primario nell’alimentazione della popolazione contadina: questo semplice ma sostanzioso piatto accompagnava spesso gli agricoltori per il pasto frugale che si consumava nei campi.
Ingredienti: 250 gr di farina un bicchiere di latte 5 patate, olio extravergine di oliva 100 gr di formaggiio di grana grattuggiato, sale qb
Si tagliano le patate a fette sottili, che si dispongono a spina di pesce in una teglia unta d’olio. Nel frattempo si prepara una pastella con farina e latte, che si dovrà versare sulla teglia fino a coprire le fettine: infine si cosparge il tutto con il formaggio grattuggiato. Si inforna per circa mezz’ora e quando si sarà formata una crosticina dorata la frandura è pronta.
|
giovedì, aprile 01, 2004
| Le brioches sicule (ricetta con foto) |
|
|
La ricetta mi e' stata fornita da Cindy, di coquinaria, e prevedeva questi ingredienti:
150 farina manitoba 100 farina 00 1/2 cubetto di lievito 25 gr. strutto 25 gr. zucchero 50 ml latte 50 ml acqua.
Io ho preparato un poolish con 45 gr di latte e 45 di farina manitoba (2 gr di lievito). Al momento di impastare, ho semplicemente tolto le quantita' usate per il poolish: rimanevano quindi da usare 55 gr di liquidi (100, il totale della tua ricetta, meno quarantacinque usati per il poolish) e 205 di farina. Ho rilievitato con altri due grammi di lievito di birra (nel poolish il lievito viene usato in due tempi: il primo tempo e' di fermenzazione. Il secondo, di lievitazione vera e propria). Ho impastato, formato le brioches e fatto lievitare in frigo.
Ho tirato fuori un paio di ore prima di cuocere e -al momento dii metteree in forno- ho lucidato le brioches con miele disciolto in succo di arancia.
 |
giovedì, marzo 25, 2004
Metto qui questa ricetta che credo proprio che provero' questo fine settimana.
E' di Eduda, pubblicata su cooker net.
Non so voi ma io, appena l'ho vista, ho iniziato a sbavare...;-))

Ingredienti per 10 porzioni
ricotta freschissima 400 g (vaccina o di bufala)
panna montata 400 g (ricavata da crema di latte fresca e non a lunga conservazione!!!)
zucchero a velo 100 g
miele di acacia
cannella in polvere
Frullo a mano la ricotta, freschissima e senza grumi e senza acqua, con lo zucchero. Aggiungo lo zucchero a velo ed infine unisco la panna fresca montata (uso crema di latte al 50% di grassi diluita al momento dell'uso con latte fresco intero - circa 50 cc - ma va bene senza aggiungere latte, anche crema di panna al 30/35%) e mischio con movimento dal basso verso l'alto evitando quello circolatorio. Metto il composto in sacco a premere (del tipo da guarniture, per intenderci) tipo uso e getta con becco largo (1 cm circa di diametro) e riempio delle vaschettine monouso e monodose in alluminio (stampini) - foto n. 2 - e ripongo in frigo. Dopo alcune ore le riprendo, le immergo con il fondo in acqua a media temperatura per qualche secondo e li capovolgo in piattini da dessert; faccio cadere su ognuno un cucchiaino di miele di acacia e spolvero con cannella. Se poi volete anche gratificare la vista, unite alla sommità di ciascuno 2 foglioline di menta su cui mettere un ciuffettino di panna e riponete su di esso un frutticino di stagione (uva, more, lamponi, ciliegia, amarena sciroppata, ecc).
lunedì, marzo 22, 2004
E questi sono i baba' preparati da Cindy con la ricetta del sito.

E cindy, lo stesso giorno, ha preparato queste golosissime sfinci, di cui mi ha dato la ricetta:

Sfince di san Giuseppe: 500 gr. di acqua 100 gr. burro 300 gr. farina da 4 a 6 uova Far bollire l'acqua con il burro il sale e la vanillina. A fuoco basso buttare la farina in un sol colpo e mescolare fino a quando l'impasto non si stacca dalle pareti.Fare raffreddare e aggiungere 1 uovo per volta mescolando in continuazione. Più si mescola e più gonfiano durante la frittura. Per aggiungere le uova ho usato il K(guarda caso) e appena ho messo l'ultimo ho lasciato girare a velocità 2 per circa 20 minuti. Per ottenere quelle in fotografia ho fatto una dose e mezza usando 6 uova (ciascuna pesa circa 85gr) Vi dico questo perchè potrebbero servirvene di più. In una pentola ho messo abbondante olio di semi e appena pronto con un cucchiaio versavo un pò di impasto. La sfincia palermitana è caratteristica proprio per la sua NON forma.(a differenza delle zeppole napoletane) Spero di essere stata chiara. A parte si prepara una crema di ricotta(noi usiamo quella di pecora) con zucchero e ciocco a a tocchetti. per le dosi vado ad occhio (ehmmm a gusto). Non appena sono fritte, scolate e freddate si mette un cucchiaino di crema sopra(in questo caso perchè sono piccine) altrimenti si farciscono anche dentro. Per guarnire vanno usate scorze di arancia candite e granella di pistacchi.
(Grazie, Cindy!)
giovedì, marzo 18, 2004
La colomba di Silvia.
Fa sempre piacere sapere di essere stata utile a qualcuno. Stavolta e' successo con Silvia che con la ricetta del sito ha preparato la colomba.


Grazie a Silvia per avermi mandato le foto. :-)
|
|